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Web 3.0 definizione caratteristiche

Web 3.0 definizione e caratteristiche

La continua evoluzione del mondo creato da Tim Berners-Lee non ha smesso di arrestare il suo continuo divenire.

Queste trasformazioni ci hanno abituato spesso a piccoli ma determinanti stravolgimenti che hanno carpito pian piano parte della quotidianità di tutti migliorandola e rendendola sempre più smart.

In altri casi, invece, questi piccoli cambiamenti, cedono il posto a grandi rivoluzioni che invadono in pochissimo tempo l’intero sistema sul quale si basano tutte le transazioni e comunicazioni sul web, intendendo quei rapporti di qualsiasi natura.

 Con l’ascesa delle criptovalute, iniziata in sordina per molti, ci si è fin da subito domandati se questa fosse l’occasione per avviare la ricerca di una nuova definizione del web o se fosse più consono documentare una sua evoluzione.

Ecco perché è utile pensare al web come lo vediamo oggi, alla luce di tutto quello che si è creato e si continua a creare con le criptovalute e gli NFT, come ad un nuovo web, il web 3.0 appunto.

Tabella dei Contenuti

Storia del web

Storia del web

Per avere una visione chiara dell’evoluzione del web e di quella che è essenzialmente la sua attuale definizione sarà utile fare un po’ di storia, partiremo dalle origini, dai favolosi anni ’90, e arriveremo senza dilungarci troppo ai giorni nostri.

Come già citato in fase di introduzione, l’uomo che ha dato vita a tutto è senza ombra di dubbio Tim Berners-Lee con il suo HTML che ancora oggi tutti gli sviluppatori web adoperano nelle sue versioni più recenti per la costruzione di tutto quello che è presente sul web.

Tim comprese infatti il valore del collegamento attraverso hyperlink.

Il contenuto quindi c’era, bisognava renderlo fruibile ordinatamente in una specie di biblioteca virtuale.

Fu l’era dei primi browser appunto, applicativi in grado di permettere agli utenti di poter ricercare sul web ogni documento presente tramite una ricerca ordinata.

Siamo nell’epoca del web 1.0, un web decentralizzato da un lato ma fortemente statico.

In questi anni attraverso protocolli differenti era possibile fare cose per l’epoca rivoluzionarie come accedere a documenti (http), trasferire file tra server (ftp) e inviare mail con i famosi pop3 e smtp.

Con l’avvento di nuove tecnologie relative alla banda larga e quindi ad una velocità di trasmissione dati più grande si diede vita ad un web più democratizzato e accentrato, si diffondono le prime piattaforme peer-to-peer come Napster, eMule e Bit Torrent.

I social network rappresentano quindi il marchio distintivo del web 2.0 oltre a consacrare Google come unico motore di ricerca affermato.

Il web, per come lo intendiamo oggi, nasce dall’obiettivo comune di proiettare il mondo in una definizione più decentralizzata possibile favorendo i singoli utenti nella loro caratterizzazione e, soprattutto, nella monetizzazione delle loro capacità e personalità.

Attraverso la blockchain, infatti, è possibile ottenere una visione paritaria della rete, dove tutti sono ricompensati per il lavoro svolto sia nel tempo che nelle risorse impiegate.

web 3.0 definizione

web 3.0 definizione

Il web 3.0 è per definizione l’ultima release del web alla quale molti hanno accesso già da tempo, anche inconsapevolmente.

Per cercare di caratterizzare il web 3.0 dalle sue versioni precedenti si potrebbero citare in primo luogo gli elementi del machine learning e dell’intelligenza artificiale.

La nuova generazione del mondo web si discosta in gran parte per una caratteristica principale che per molti potrà risultare ovvia o scontata ma in termini reali molto cambierà con il web 3.0: i dati.

In generale, dalla prima pagina creata in HTML, la centralità del web è stata rivolta al possesso dei dati.

Per tutto il web 1.0 e 2.0 i dati sono da sempre stati gestiti dai grandi colossi come Google.

Con l’avvento del web 3.0, si immagina una rete di contenuti non più legati digitalmente e fisicamente ai server di aziende private ma sostanzialmente legati più agli utenti che possono ora monetizzarli in maniera più adeguata.

Web 3.0 caratteristiche

Web 3.0 caratteristiche

Non essendo caratterizzato da una definizione in termini fraseologici, possiamo definire il web 3.0 attraverso i suoi elementi distintivi.

In primo luogo, c’è la volontà di rivoluzionare il web trasformandolo in un grande database facilitando l’accesso ai vari contenuti presenti non solo da parte dei vari browser ma anche da applicazioni esterne.

Abbiamo poi la già citata volontà di utilizzare tecnologie che fanno dell’intelligenza artificiale il proprio motore pulsante con tutte le applicazioni che questo comporta. In terzo luogo, c’è la tanto acclamata blockchain assieme al sistema delle criptovalute e ai mercati connessi.

Più in generale ci si sta avviando verso un web sempre più semantico, e non semplicemente ipertestuale.

Semantic markup

Web 3.0 Semantic markup

Il markup semantico rappresenta uno dei tanti responsabili per il posizionamento nei vari ranking dei motori di ricerca e questo rappresenta un punto fondamentale per qualsiasi realtà che voglia svilupparsi all’interno del mondo che il web 3.0 crea di giorno in giorno.

Potrebbe, infatti, essere definito come un modo particolare di scrivere codice, che sia HTML o XML non importa, che riveste un ruolo definitivo per la presentazione e l’organizzazione dei vari documenti online.

Il markup semantico comprende quindi elementi come liste o paragrafi; l’organizzazione integrale di un sito come il suo header, footer, body assieme ai vari elementi che compongono tutte le pagine.

La semantica, quindi, è il punto centrale, la scienza del significato di una parola quindi.

Il markup semantico non sempre è utilizzato al suo massimo potenziale in quanto, per vari motivi, spesso ci si ritrova dinanzi ad una disconnessione tra la presentazione di un sito che potremmo definire come web development e contenuto ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Tutti gli elementi di un sito sono contenuti all’interno di tag semantici, nel codice di scrittura infatti tutto potrebbe, al limite, essere racchiuso in un <div></div>.

Ma questo modo di scrivere codice non riferisce nulla al browser del contenuto effettivo del sito.

Utilizzare un markup semantico equivale ad utilizzare tag come article, aside, footer, header, nav, o section. Ogni tag rappresenta un tratto distintivo di quello che è effettivamente il sito e la sua natura.

Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale web 3.0

L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei concetti più importanti per definire il web 3.0.

Essa è un insieme di varie tecnologie anche molto differenti tra loro che però possiedono una caratteristica: interagire tra loro per permettere ad altre macchine di acquisire la percezione del mondo circostante e non solo.

Attraverso l’intelligenza artificiale è possibile, infatti, permettere alle macchine di comprendere e agire di conseguenza rispondendo a protocolli di comportamento che diventano espressione di livelli di intelligenza del tutto paragonabili a quelli umani.

Le prime definizioni utili per comprendere l’intelligenza artificiale sono in primo luogo quelle del machine learning e dell’elaborazione di linguaggi naturali.

È utile definire l’intelligenza artificiale come insieme di due fazioni o rami: l’AI ristretta e l’AI generale.

La prima categoria assorbe la maggior parte delle tecnologie che vengono utilizzate dagli utenti ogni giorno in quanto si occupano di fornire dati minimi come quelli offerti dalle app del meteo, degli assistenti digitali e, al massimo, dai software che si occupano di ottimizzare le funzioni correlate aziendali.

La seconda categoria è una forma di intelligenza artificiale che, in futuro, sarà capace di comprendere e agire di conseguenza quasi in totale autonomia.

Blockchain e criptovalute

Web 3.0 Blockchain e criptovalute

L’elemento che più distingue il web 3.0 rispetto alle sue generazioni passate è senza ombra di dubbio la blockchain.

Cercando di esprimere blockchain attraverso una descrizione comprensibile a tutti è possibile dire che essa rappresenta un effettivo registro di contabilità che presenta le caratteristiche di condivisione e immutabilità che assieme facilitano il processo di registrazione di ogni transazione e la seguente fase di tracciabilità dei beni effettivamente oggetto di transazione all’interno di una rete commerciale.

 Ad ogni transazione, si effettua un registro della stessa come fosse un blocco di dati che sarà collegato sia a quelli delle transazioni precedenti che future.

Tali operazioni sono irreversibili ed ogni transazione sarà appunto un blocco della catena chiamata blockchain. Da un simile protocollo deriva molta della tecnologia utilizzata per le criptovalute.

Queste ultime sono infatti monete virtuali basate su un protocollo informatico transazionale del tutto criptato e decentralizzato in quanto non regolato da istituti nazionali come banche o altro.

Le criptovalute sono basate sulla tecnologia blockchain in quanto ogni transazione in criptovalute è assicurata e tracciata dalla tecnologia blockchain.

 Gli scambi avvengono quindi in ambiente peer-to-peer approvate dai cosiddetti minatori.

Come nel mondo “fisico” dell’economia, anche con le criptovalute vi è la necessità di creare un proprio portafogli o wallet per poter detenere criptovaluta.

 Questi ultimi sono protetti da chiavi pubbliche e private per poter accedervi.

Visualizzazione e grafica 3D

Web 3.0 Visualizzazione e grafica 3D

La grafica 3D rappresenta un ramo specifico della computer grafica che utilizza un’elaborazione di modelli che seguono la tridimensionalità per la rappresentazione di grafiche realizzate attraverso algoritmi capaci di esprimere un livello di verosimiglianza con il mondo reale molto elevato.

Alcuni teorici hanno voluto dare una definizione del web 3.0 come un web spaziale completamente indirizzato verso l’obiettivo di abbattere con il più alto livello di precisione la divisione tra mondo reale e digitale.

L’obiettivo diventa quindi quello di creare e mettere a disposizione degli utenti un mondo tridimensionale creato appunto attraverso la grafica 3D.

L’applicazione della tecnologia di rappresentazione 3D è uno strumento molto potente per la creazione di metaversi, come Decentraland, ma anche in altri settori.

Basti pensare al settore immobiliare che in questo caso permetterebbe ai suoi utenti di fare un tour virtuale degli immobili, o anche ai musei che ora potrebbero permettere ad un numero maggiore di visitatori di poter fruire dei contenuti artistici e storici posseduti e di interagire attraverso molteplici attività interattive.

Applicazioni web 3.0

Applicazioni web 3.0

Il requisito che accomuna tutte le applicazioni del web 3.0 è la capacità di riuscire ad assimilare dati e informazioni su larga scala potendo così trasformarle in effettiva conoscenza utile all’utente finale.

In questo momento il settore delle applicazioni 3.0 ha un largo margine di crescita e miglioramento essendo, infatti, molto lontano dall’obiettivo di funzionamento al massimo delle proprie capacità.

Esistono tuttavia esempi di aziende che hanno fiutato ormai da anni l’importanza di sviluppare applicativi di questo tipo, nomi come Amazon e Apple hanno infatti seguito questa strada creando Siri, Alexa e Wolfram Alpha.

Abbiamo infatti citato due assistenti vocali che, come esposto in precedenza, sono capaci di estrapolare dati e informazioni su vasta scala per creare risposte e dati da fornire all’utente attraverso uno scambio facile e veloce.


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